Bene, eccoci qua.
Ho pensato a lungo (se 3 giorni possono essere definiti "a lungo") se aprire o non aprire un blog.
E se, dato il lavoro che faccio, dovevo avere come obiettivo quello di sparare a zero sulla categoria "clienti", o sparare a zero sulla categoria "colleghi".
Ma alla fine nell'indecisione - o forse per non negarmi spunti di sfogo, o divertimento che dir si voglia - devo ancora focalizzare l'obiettivo dei miei argomenti.
Valuto che può anche darsi che questo rimanga il solo e unico post del mio blog, che dimenticherò già dopo i primi 10 minuti di lavoro nel mondo delle consulenze...magari è solo come quella volta ogni 6 mesi in cui tua moglie decide di cucinare con la pentola a pressione e dopo il fischio, e lo sbuffo di vapore, finito di cucinare torna dietro a tutte le altre pentole nell'ultimo angolo in fondo alla credenza (la pentola, non tua moglie).
Come diceva quel tale? Ah si: chi vivrà vedrà.
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Devo dire che come argomenti di divertimento ce n'è davvero tanti nel mio mondo lavorativo: clienti assurdi con richieste assurde, colleghi che sembra di essere a teatro: tutte prime donne.
Ma quello in particolare che mi ronza nella testa da una settimana almeno è una cliente che non so nemmeno io se definire patetica o sfigata... ma quello di cui sono certo è che è una completa ignorante. Avete presente quelle persone che vi scrivono una mail che dovete rileggere tipo 3-4 volte solo per capire il significato della prima riga?
Eh eh eh... vi farei leggere il testo di una delle ultime mail di questa qua, ma per ovvi motivi non posso farlo.
La cosa esilarante di questa persona è che - non so se vi è mai capitato - rientra nella categoria di agnellino che si traveste da lupo.
Il primo contatto con questa cliente l'ho avuto telefonicamente.
Questa, con fare arrogante e indisponente (stronza!), mi chiede un appuntamento per rivedere alcune cose, e io la accontento nonostante abbia già un mucchio di altri appuntamenti fissati... appena chiudo la telefonata un pensiero mi saetta nel cervello: mizzega ma trova uno che ti tromba, almeno magari ti dai una calmata!
Arriva il giorno dell'appuntamento e io mi preparo psicologicamente per affrontare la tigre che dovrò incontrare. Mi faccio tutti i film possibili su botta e risposta per smerdarla e farla sentire una completa imbecille.
Suono al campanello, salgo nell'ufficio, e mi accoglie una segretaria (?) alta circa un metro e mezzo tacchi inclusi, capello biondino mechato (perdonate la licenza poetica), aria da imbambolata, che mi fa accomodare dicendomi arrivo subito.
😱 ma io l'appuntamento ce l'ho con questa sottospecie di sottomesso manga giapponese???
Morale: l'appuntamento si conclude pacificamente e nel migliore dei modi, e io che mi dico che come al solito ho etichettato una persona solo perché mestruata.
Ma attenzione all'epilogo incredibile.
Comincia a tartassarmi (tipo 10 minuti dopo che ci siamo salutati) di domande assurde e incomprensibili per mail alle quali rispondo con prontezza, e poi torna alla carica telefonicamente perché PRETENDE dei REGALI per non passare alla concorrenza.
Ma credete che il tono delle telefonata fosse calmo e pacato come quando eravamo a quattrocchi?
Eh no cari!
O parlavo con la sorella gemella, oppure la stronzetta al telefono faceva la spavalda per farsi sentire da chi ha intorno in ufficio.
Delle volte penso che bisognerebbe fondare il movimento Hannibal Lecter libero!
Alla prossima.
(Forse.)